19 Mag Guido Angeletti
Guido Angeletti è uno scultore, pittore e orafo italiano la cui ricerca artistica attraversa materia, forma e percezione contemporanea.
Le sue opere, tra bronzo, alluminio, bassorilievi e pittura informale, sviluppano un linguaggio che unisce memoria classica e sensibilità contemporanea.
Attraverso sculture monumentali e cicli pittorici come gli “Improbabili Paesaggi” e le “Radiazioni Cosmiche”, Angeletti costruisce un dialogo continuo tra equilibrio formale, energia e identità.
Saggi artistici di Guido Angeletti
a cura di Elena Ferrari
Il percorso creativo di Guido Angeletti si svela come una narrazione fluida dove la sapienza antica della fusione a cera persa incontra l’inquietudine del pensiero contemporaneo.
Nato a Bologna nel 1954, l’artista ha saputo traslare la precisione millimetrica del design orafo nella potenza monumentale della scultura, un’evoluzione sancita dal diploma all’Accademia di Belle Arti che ha trasformato il suo approccio alla materia in un dialogo filosofico.
La sua arte si muove tra i contrasti di superfici che alternano lucidature a specchio a testurizzazioni profonde, un linguaggio che trova la sua massima espressione nel ciclo dedicato alle nostre donne. In queste figure, Angeletti non ritrae singoli individui ma esplora l’universale femminile attraverso archetipi che spaziano dal mito alla realtà sociale, evocando un’aura metafisica che ricorda i manichini geometrici e le forme fluide dei grandi maestri del Novecento.
Le sue sculture in bronzo e alluminio diventano così custodi di un mistero insondabile, dove la maschera e il doppio pirandelliano riflettono la frammentazione dell’identità moderna. Questa ricerca plastica non si esaurisce nel volume ma trova un respiro inaspettato negli improbabili paesaggi pittorici, finestre di libertà dove il colore scorre con una forza sussurrata che completa l’universo dell’artista.
La solidità del suo mercato, confermata da vendite internazionali e dalla presenza in prestigiose collezioni permanenti come quella della Biblioteca Casanatense di Roma o dell’Università di Granada, testimonia la capacità di Angeletti di far vibrare la materia durevole con l’energia del presente.
Ogni opera, dalle grandi fusioni ai bassorilievi su tela, invita a un ascolto profondo delle emozioni, offrendo una visione ipercontemporanea che riconcilia l’antichità dei canoni classici con le urgenze di una società in continua metamorfosi. Attraverso mostre monografiche e collaborazioni istituzionali, come quelle nate nel contesto della Milano Art Week o presso il Campidoglio, il suo lavoro continua a interrogare l’osservatore sulla verità e sulla finzione, rendendo ogni scultura un microcosmo pulsante di umanità e resistenza estetica.
La produzione pittorica di Guido Angeletti rappresenta l’estensione bidimensionale di una ricerca che non abbandona mai la propria natura plastica, trasfigurando la materia solida in una vibrazione cromatica libera dai vincoli della figurazione.
In questi lavori informali, l’artista si spoglia della rigida disciplina richiesta dalla fusione dei metalli per assecondare un flusso creativo dove il gesto diventa protagonista assoluto, dando vita a visioni che sembrano emergere da un caos primordiale o da una profonda riflessione sulle dinamiche dell’universo.
Le tele degli”Improbabili Paesaggi e delle Radiazioni Cosmiche non sono semplici esercizi estetici, ma mappe emotive dove il colore scorre, si sovrappone e si raggruma in spessori materici che richiamano la tattilità delle sue sculture, creando un ponte visivo tra la superficie piatta e la tridimensionalità del bassorilievo.
Angeletti utilizza la pittura per esplorare ciò che la scultura non può trattenere: l’immensità dello spazio, l’energia invisibile che attraversa la materia e la fluidità del tempo, muovendosi in un territorio dove l’astrazione diventa lo strumento per dare forma a pensieri sussurrati e silenzi eloquenti.
La sua cifra astratta rifugge la decorazione per cercare una potenza evocativa che dialoga con la luce, ora assorbendola in velature profonde, ora riflettendola in lampi luminosi che squarciano la composizione. In questo ambito, l’artista dimostra un’autonomia intellettuale che gli permette di vivere la pittura come una necessaria valvola di sfogo, un laboratorio di sperimentazione dove la libertà di movimento è una lucida indagine sulla genesi della forma stessa.
Queste opere completano il profilo di Angeletti rivelando un ricercatore instancabile che, pur cambiando mezzo espressivo, mantiene intatta la coerenza di un percorso volto a indagare l’essenza della realtà, trasformando ogni tela in un luogo di ascolto privilegiato per l’osservatore che desideri perdersi in orizzonti improbabili ma profondamente veri.