Renato Li Vigni artista

Una luce che trascende la materia e il colore che diventa silenzio: la mostra di Renato Li Vigni apre uno spazio in cui ogni visitatore può percepire l’infinito e riscoprire la propria contemplazione interiore.

IL LUSSO DELLA LUCE DIVINA

MOSTRA PERSONALE
DI RENATO LI VIGNI

A CURA DI ELENA FERRARI
INAUGURAZIONE:
Miramare The Palace Hotel 13 settembre, ore 17.30

SANREMO – Dal 13 settembre al 4 ottobre 2025, le sale del prestigioso Miramare The Palace Hotel di Sanremo ospiteranno Il lusso della luce divina, mostra personale di Renato Li Vigni, artista che ha fatto della pittura un linguaggio spirituale e simbolico.

 

Il progetto espositivo, a cura di Elena Ferrari – curatrice e art advisor – segna una nuova tappa nel percorso spirituale e concettuale dell’artista, le cui opere non sono semplici composizioni astratte, ma varchi simbolici verso una realtà altra, aperture sull’invisibile che dissolvono la materia nella vibrazione del colore e trasformano la luce in linguaggio dell’anima.

 

Il lavoro di Li Vigni nasce dall’incontro tra la luce dei paesaggi sudamericani e la profondità della tradizione mistica occidentale, dando vita a una pittura che fonde materia e spirito, colore e trascendenza.

 

Dopo gli esordi nell’arte sacra, con opere come il paliotto per la Chiesa Madonna della Catena a Palermo e il fonte battesimale della Cattedrale cittadina, l’artista ha sviluppato una ricerca astratta e materica, riconosciuta a livello internazionale con premi come la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica e con presenze in importanti collezioni.

Renato Li Vigni Stargate

Al centro dell’esposizione spiccano due nuove creazioni monumentali: Interstellar, grande sfera che  rappresenta l’unità primordiale e pulsante dell’universo, e Stargate, porta metaforica che invita a un passaggio interiore tra il mondo terreno e quello spirituale. Attorno a esse prende forma una costellazione di opere circolari che evocano pianeti e orbite, dando vita a un percorso che diventa meditazione sull’infinito e riflessione sul ciclo vitale di morte e rigenerazione.

Renato Li Vigni Interstellar Tecnica mista su sfera in polistirolo 50cm diametro 2025
Testo critico a cura di Elena Ferrari

In un tempo in cui l’arte spesso rincorre il sensazionalismo o si perde nell’estetica fine a sé stessa, l’opera di Renato Li Vigni si distingue come un’esperienza interiore, una ricerca luminosa e spirituale che affonda le sue radici nel mistero dell’universo e nell’anima dell’uomo. La materia, la luce, il cosmo. Il mistero dell’origine. La pittura di Renato Li Vigni esprime un’intuizione profonda: l’arte è un canale attraverso cui l’energia dell’universo si fa visibile, tangibile, percepibile.

Il progetto “Il lusso della luce divina” segna una nuova tappa nel percorso spirituale e artistico di un autore che da sempre si muove tra gesto pittorico e trascendenza, tra visione interiore e ricerca cosmica.

Le opere di Li Vigni non sono semplici composizioni astratte: sono finestre che si affacciano sull’invisibile, varchi simbolici verso una realtà altra, una dimensione in cui la materia si dissolve nella vibrazione del colore e la luce si fa linguaggio dell’anima.

Due opere monumentali guidano questa mostra e ne incarnano pienamente l’essenza: “Interstellar” e “Stargate”. La prima, una grande sfera, rappresenta la totalità dell’universo, l’unità primigenia da cui tutto proviene e a cui tutto tende.

Una forma perfetta, archetipica, attraversata da onde di luce che sembrano pulsare come un cuore celeste, simboleggiando l’energia vitale che anima la materia. La seconda, invece, è una porta: non solo un simbolo, ma una soglia reale e metaforica tra il mondo terreno e quello spirituale, tra il presente e l’eterno, tra il tangibile e l’ancestrale. “Stargate” è un invito al passaggio, all’abbandono delle certezze sensibili per abbracciare una visione più profonda del sé e dell’universo.

Attorno a esse si sviluppa una costellazione di altre opere circolari, che evocano i pianeti, le orbite, il movimento armonico del cosmo.

Ogni cerchio è una meditazione sull’infinito, una riflessione visiva sull’eterno ritorno, sulla sacralità del ciclo vita-morte-rigenerazione.

I materiali utilizzati – sabbie, pigmenti, metalli, foglie dorate – diventano strumenti per plasmare la luce stessa, in un processo quasi alchemico dove la materia si trasforma in messaggio.

La luce, elemento centrale nella poetica di Li Vigni, assume qui una valenza teologica e filosofica: è la luce della conoscenza, del risveglio, della presenza divina. Non è decorazione, ma rivelazione.

Il colore, elemento fondativo nella pittura di Li Vigni, torna qui con una potenza rinnovata: l’oro come emblema del divino e della sacralità; i blu siderali che evocano gli spazi interstellari e l’abisso interiore; i rossi, densi e vibranti, come battiti primordiali; e il bianco, accecante, che tutto riassume e tutto dissolve, simbolo di rinascita e di verità assoluta.

L’artista, nato in Venezuela e formatosi in Italia, fonde in queste opere le sue origini geografiche e spirituali: la luce tropicale dei paesaggi sudamericani si unisce alla profondità del pensiero mistico occidentale. Ne scaturisce una pittura che è insieme carne e spirito, magma e preghiera, cosmologia e rivelazione.

Il lusso della luce divina” è un’esperienza. Una mostra da attraversare come un rito, in cui lo spettatore non è semplice osservatore, ma pellegrino chiamato a interrogarsi, a lasciarsi illuminare, forse persino a ritrovare la propria direzione nel cosmo.

Elena Ferrari
Curatore Artistico e Art Advisor

Vuoi saperne di più?