Versilia Lido e Vittoria Firenze International Art Festival

Versilia Lido e Vittoria Firenze International Art Festival

Turismo e cultura si incontrano in Versilia: al via il Versilia International Art Festival 2025

L’estate toscana si accende di creatività con la nuova edizione del Versilia International Art Festival, ospitata negli spazi esclusivi del Versilia Lido | UNA Esperienze dal 4 giugno al 4 novembre 2025.

In un perfetto intreccio tra turismo, cultura e territorio, la mostra riunisce le opere di Luana Baldi, Monica Boni, Luca Boscain alias Losca, Elena Ghirardelli, Renato Livigni, Barbara Pecorari e Fiorenzo Sandonini. Sette artisti, sette visioni differenti, unite in un dialogo dinamico che attraversa la stagione estiva su una delle coste più iconiche d’Italia.

L’evento, curato da Elena Ferrari, nasce dalla consolidata collaborazione tra PassepARTout Unconventional Gallery e Gruppo UNA, e si propone come punto di incontro tra eccellenze artistiche e ospitalità di alta gamma. Il celebre rooftop del Versilia Lido, noto per ospitare eventi culturali, cene gourmet e performance artistiche, diventa così un vero e proprio palcoscenico estivo.

In contemporanea, Monica Mariutti porterà i suoi lavori floreali nella sede fiorentina di UNA HOTELS Vittoria, dando vita a un raffinato itinerario tra Versilia e Firenze, due città simbolo della bellezza e della tradizione toscana.

UNA Esperienze Versilia Lido

Un invito a scoprire l’arte oltre i confini delle gallerie, in una cornice elegante, immersiva e profondamente connessa con il territorio.

Artisti selezionati in mostra "versilia international art festival"

Fiorenzo Sandonini

Biografia

Fiorenzo Sandonini è un artista visivo la cui ricerca si colloca nell’ambito dell’astrazione lirica e concettuale. Parallelamente a una lunga carriera imprenditoriale nel settore delle macchine tessili, che lo ha portato a viaggiare in oltre sessanta paesi, ha coltivato un’intensa passione per la pittura e la fotografia, sviluppando un linguaggio espressivo autonomo e riconoscibile.

 

La pittura di Fiorenzo Sandonini si caratterizza per un uso espressivo del colore e della forma, attraverso cui l’artista esplora emozioni, sensazioni e stati interiori. Pur adottando un linguaggio astratto, le sue opere conservano un legame sottile con la realtà: forme e tracce emergono come memorie visive, richiamando frammenti di esperienze o paesaggi interiori.

 

Uno degli aspetti più originali della sua ricerca è la possibilità di leggere ogni opera da più punti di vista, senza un orientamento fisso. L’osservatore è così invitato a scegliere liberamente come guardare il dipinto, costruendo un’esperienza personale e sempre diversa. In questo modo, l’arte di Sandonini diventa uno spazio aperto, in cui l’astrazione non è mai chiusa in sé stessa, ma dialoga con la percezione e l’immaginazione di chi guarda.

Losca (Luca Boscain)

Biografia

Luca Boscain, in arte Losca nasce il 19/07/1979 e fin da giovane dimostra un grande interesse per l’arte e la pittura.

La sua prima esperienza lavorativa lo vede impegnato in difficili lavori di restauro e in opere in foglia d’ora per storici palazzi Veneziani, dove si necessitava di un profondo amore per tutto ciò che rappresenta la nostra storia.

 

Successivamente , si trasferisce in California per realizzare pitture speciali per committenti di ville uniche ed ineguagliabili.

 

Nel mentre inizia la sua esperienza da pittore, cominciando a dare vita alle sue prime opere dando sfogo alle sue emozioni e sperimentando sempre nuovi colori e materie.

Attualmente Luca è responsabile di un reparto di verniciatura dove si realizzano grandi opere per hotel e residence di lusso e questo ha ampliato la sua conoscenza di tutti i cicli di verniciatura su qualsiasi supporto.

 

Nascono quindi le sue ultime opere esposte presso varie mostre d’arte di Milano,  ovviamente firmate Losca dove il gesso liquido e quello alabastrino si mescolano con il colore o incontrano paste crackle per dare vita ogni volta ad un’opera unica, che esprime la vita di Luca in tutte le sue sfumature: l’amore per il figlio, per la sua Venezia, per la natura e la pazzia che lo rappresenta!

Monica Boni

Biografia

Monica Boni è un’artista e designer la cui ricerca si muove tra arte visiva, oggetto d’arte e narrazione poetica. Nata a Milano, coltiva fin da giovanissima una sensibilità creativa che si nutre di sperimentazione, trasformazione e attenzione per le cose dimenticate. Il suo percorso prende forma tra i banchi dei mercatini, dove inizia a collezionare vecchi libri, restituendo loro nuova voce attraverso una personale pratica artistica che intreccia parola e immagine, memoria e gesto.


Da queste esperienze nasce nel 2017 il Caviartangle®, una tecnica originale registrata presso la Camera di Commercio di Milano che unisce il Caviardage — la creazione poetica a partire da testi esistenti — con lo Zentangle®, una pratica meditativa che si esprime attraverso moduli grafici ripetitivi. Il risultato è un’arte emozionale, in cui il disegno diventa preghiera silenziosa e la parola si fa immagine.


Negli anni, la ricerca di Monica Boni si espande verso linguaggi più materici, esplorando la pittura su legno e le forme simboliche della natura interiore. Nascono così le sue opere dedicate agli alberi, visioni sospese e astratte, cariche di leggerezza e tensione spirituale.


Ma è con il progetto LampaDama che la sua poetica trova una sintesi potente e riconoscibile: damigiane recuperate e trasformate in sculture luminose, ciascuna unica, decorate a mano, metafora di rinascita e cambiamento. 


Ogni LampaDama conserva la memoria della propria origine — contenitore di convivialità e storia — ma si rigenera in una nuova identità, diventando simbolo di trasformazione possibile. Il gesto decorativo, lento e meditativo, riflette un percorso interiore che si traduce in luce e forma.


L’attività espositiva di Monica Boni si è sviluppata attraverso mostre collettive in spazi dedicati all’arte contemporanea e all’artigianato d’autore. Tra le collaborazioni più significative si segnala quella con PassepARTout Unconventional Gallery, all’interno della quale partecipa a diverse rassegne, tra cui Donne in Rinascita, ottenendo il secondo premio con l’opera Electra.


Oggi, il lavoro di Monica Boni si muove tra arte e design, tra gesto e racconto. Ogni opera — che sia una tela, una LampaDama o una poesia visiva — è una dichiarazione di fiducia nella bellezza e nel potere rigenerativo dell’arte.

Renato Livigni

Biografia

Renato Li Vigni nasce nel 1970 a Barinas, in Venezuela, dove compie i suoi primi studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti. Ancora bambino, nel 1979 si trasferisce con la famiglia in Italia, stabilendosi a Bagheria, in Sicilia, terra ricca di stratificazioni culturali e visive che segneranno in modo duraturo il suo immaginario creativo.

 

Prosegue la sua formazione a Palermo, dove nel 1993 consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti, avviando in quello stesso periodo una costante attività espositiva nel territorio palermitano.

 

Nei primi anni della sua carriera, Li Vigni si dedica prevalentemente alla pittura sacra, realizzando opere destinate a contesti religiosi: tra queste, un paliotto d’altare per la Chiesa Madonna della Catena (1993) e un fonte battesimale per la Cattedrale di Palermo (1997). Nel 2000 esegue un ciclo di dipinti narranti la vita di Padre Pio, destinato alla Casa di Preghiera di Ficazzari.

 

Nel 2002 si trasferisce in Toscana, a Lastra a Signa, dove vive e lavora tuttora. È in questa fase che la sua poetica conosce una svolta significativa: pur restando fedele a un interesse per il sacro e il simbolico, l’artista abbandona progressivamente la figurazione, orientandosi verso un linguaggio astratto e materico. La superficie pittorica si carica di spessore e gestualità, mentre la luce e la texture diventano protagoniste della composizione.

 

Dal 2002 in poi partecipa a numerose esposizioni in Toscana, tra cui Firenze, Certaldo e Montespertoli. Nel 2003 è selezionato per il Premio Arte Giorgio Mondadori, dedicato ai giovani artisti, e nel 2004 riceve un importante riconoscimento al Concorso Nazionale Alberto Sordi presso la Biblioteca Nazionale di Roma, dove viene insignito della Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica Italiana.

 

Nello stesso anno è presente a Expo Arte Bari e partecipa alla collettiva Il Guardiano dei Sogni a Villa Demidoff (Firenze). Seguono negli anni successivi nuove mostre e riconoscimenti: nel 2006 espone alla Civica Pinacoteca Amedeo Modigliani di Follonica nella rassegna Strumenti di Speranza. La musica nelle arti visive, a cura di Maurizio Vanni; nel 2007 partecipa all’evento Arte per la Vita per Telethon presso il Museo d’Arte Contemporanea Dino Zoli di Forlì; nello stesso anno tiene una personale all’Hotel West Florence di Campi Bisenzio.

 

Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero, tra cui quelle del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e dei Principi di Savoia.

Giovanni Parma

Biografia

Giovanni Parma sviluppa il suo percorso artistico attingendo prima a un magma interiore fatto di echi ancestrali e sensazioni primordiali, per poi tradurre questa essenza originaria in forme plasmate dal pensiero e configurate dal disegno.

La sua scultura è una sorta di scrittura visiva, in cui i segni impressi nel marmo, il suo materiale prediletto, rappresentano le parole, e il suo metodo di lavoro costituisce una grammatica personale.


Fin dagli anni Settanta, Parma ha concepito la scultura in questo modo. Frequentando per motivi professionali cave e segherie di marmo a Brescia, Verona, Carrara e Firenze, ha imparato a conoscere a fondo questo materiale, scoprendone potenzialità e limiti e rendendolo un elemento centrale della sua ricerca artistica.


Pur mantenendo nel tempo uno stile riconoscibile, le opere più recenti segnano un’evoluzione verso la sperimentazione dei limiti del marmo. Parma esplora i confini di resistenza del materiale attraverso l’uso di strumenti come il trapano a punta diamantata e l’acid. 


Quest’ultima tecnica, in particolare, genera trasformazioni sorprendenti e spesso imprevedibili, influenzate da variabili come il tempo di esposizione, il clima, la temperatura e la composizione chimica del marmo.


Le sculture di Giovanni Parma invitano a un’interazione tattile per comprendere appieno il loro linguaggio fatto di contrasti: pieni e vuoti, superfici lisce e lucide accanto a tagli, sfrangiature e parti corrose. L’esperienza visiva è ulteriormente amplificata quando le opere sono illuminate frontalmente, proiettando ombre profonde sulle pareti, o retroilluminate, per esaltare la trasparenza del marmo lavorato.


Nelle sue ultime creazioni, Parma si concentra sempre più sul dialogo tra l’artista e il pubblico, coinvolgendolo in un’esperienza più consapevole e intensa dell’opera d’arte, trasformando la fruizione in un momento di interazione e riflessione condivisa.

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